Matrix e
terrorismo
Il film Matrix presenta, forse del tutto involontariamente,
una serie notevole di suggestioni e spunti di riflessione
sul Mindfucking. Il film
può suggerire alcune osservazioni rispetto al fenomeno del
terrorismo. Azzardiamo dunque una lettura che molti
potranno trovare piuttosto sgradevole: proviamo a pensare
che Morpheus, Trinity, Neo e gli altri ribelli siano a
tutti gli effetti dei terroristi. Neo è un cittadino
"normale". Svolge il suo lavoro e mostra tendenze devianti
nella sua attività di hacker, ma senza danneggiare il
sistema al punto da essere un soggetto "pericoloso". Quando
viene contattato da Morpheus, noto alle autorità come un
terrorista senza scrupoli, Neo si trova improvvisamente
nell'occhio del ciclone. Andiamo oltre le connotazioni
fantascientifiche della trama: Neo viene istruito da
Morpheus riguardo alla "verit‡" della
realtà che lo circonda. Essa non E' ciò che sembra, bensì è
una "prigione per la mente" in cui gli individui vengono
cresciuti, educati e trattenuti, e in cui vengono sfruttati
nella forma più elementare. Tutto ciò è opera di un
"nemico" che ha, ovviamente, tutte le intenzioni di
mantenere il suo
smisurato potere sulle coscienze addormentate dell'intera
razza umana. Ecco dunque che Neo "vede la luce" e si unisce
ai ribelli nella missione di contrasto, con lo scopo ultimo
ed elevato della liberazione dell'umanità. Eppure la cosa
non è così semplice: come Morpheus gli spiega, la "gente
comune" è potenzialmente un pericolo, è talmente assuefatta
da ciò che crede realtà da non poterne, ne volerne, fare a
meno. Gli "altri" sono quindi pronti a lottare per "restare
prigionieri". Il ragionamento conseguente Ë che ogni
persona Ë potenzialmente un nemico. Nel discorso di
Morpheus troviamo la giustificazione di sparare addosso a
chi difende la propria visione della realtà, cioè di
Matrix. Non casualmente Morpheus e lo stesso Neo vengono
indicati come "terroristi". Altrettanto ovvio Ë che, dal
punto di vista di Morpheus e di Neo, chiunque cerchi di
difendere Matrix è preda dell'inganno, è "schiavo della
società" che lo sfrutta, lo imbroglia e lo divora
"imprigionando la sua mente".
Sono le stesse affermazioni che troviamo in chi conduce la
lotta armata: avendo "visto la luce", il fanatico si
ritiene nelle condizioni privilegiate di poter combattere
per un bene supremo, cui ogni altra considerazione è
sacrficabile. Il paradosso del terrorista Ë che, nel
combattere i propri "nemici", egli uccide spesso anche
coloro che dichiara di voler "liberare" o "proteggere". Lo
fa perchè è l'unico modo di scuotere le coscienze o perchè
essi sostengono attivamente quelle stesse "forze del male"
che li tengono prigionieri. La scelta di discutere un tema
cosÏ delicato tramite una finzione cinematografica non è
casuale ne avventata. La maggior parte degli spettatori che
hanno visto Matrix si sono identificati in Neo e hanno
condiviso la ragionevolezza delle sue scelte. Proviamo ora
a riflettere sul fatto che, chiunque sedesse ai comandi
degli aereoplani che hanno colpito le Twin Towers, provava
con tutta probabilità le medesime sensazioni e pensava di
essere un messaggero di libertà e giustizia, non meno di
quanto lo sia Neo mentre spara contro gli agenti di Matrix.

