My job


Sometimes it hard to explain to wife/friends/family what my job is. First of all NO, I won’t fix your computer!

Well, I spend days in cold and noisy places, typing strange commands on my PC and plugging cables here and there.. is it clear now???

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And yes, I really enjoy that!


(on the picture, Cisco’s Nexus7k)

Work, job

IT industry competitiveness index 2008

Direttamente dall’ Economist Intelligence Unit l’indice di competitività delle industrie IT del 2008, l’Italia è al 25° posto.

Tra Ii parametri chiave della valutazione l’investimento sul personale, l’accesso alla banda larga e il comportamento del governo per quanto riguarda le tecnologie. Di seguito un estratto dei punti chiave e il link all’articolo originale.

Investing in people is mission-critical. Sourcing talent will be among the toughest challenges IT producers will face in the coming years. The US, Singapore and UK provide the best environments for human-capital development among the index countries.

Competitive broadband markets help cultivate strong IT sectors.
Without fast, reliable and secure Internet access, technology firms cannot interact effectively with partners nor can they sell their services online. IT industries in the index top tier all derive substantial benefit from the high-quality networks developed through competition, but more telecoms liberalisation is needed in less developed regions to spur infrastructure development.

Governments must let market forces operate. To support the development of local IT production, policymakers' best efforts are aimed at improving education, skills development, and the financing and legal environments. E-government development and a proactive broadband strategy also help, as can calibrated support for innovation. Trouble often comes, however, when governments try to champion specific companies or technologies.

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Le più belle storie di successo del Web


Da Tom’s hardware un articolo che tratta le storie di successo del Web come Google, Flickr, eBay e tanti altri.

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Lifelong Learning?


Lifelong Learnig: aziende italiane indietro nell’apprendimento permanente

Niente di nuovo sotto il sole ma al di là della motivazione economica, pur sempre presente, è un altro l’aspetto che ho visto bloccare spesso l’investimento in formazione.

In Italia il dipendente, se diventa più bravo, es. tramite un corso pagato dall’azienda, probabilmente:
1) chiederà l’aumento
2) se non lo ottiene andrà a lavorare in un’altra ditta dato che diventa più appetibile sul mercato

In entrambi i casi il datore di lavoro subisce una perdita sia in termini economici che in termini di know-how e risorse professionali.

Cosa succede all’estero? Intanto esiste il concetto dell’annual pay review, ogni anno in base agli obiettivi raggiunti (anche formativi) la paga può subire o meno un incremento percentuale.

Seconda cosa, esiste la crescita all’interno dell’azienda. La casistica che mi è stata possibile valutare comprende pochissimi avanzamenti all’interno della stessa azienda, in quasi tutti i casi si è trattato di coprire situazioni in cui qualcuno lasciava il posto.

In entrambi i casi la maggiore formazione porta al lavoratore una crescita sia economica che di carriera che lo fidelizza all’azienda, rompendo quindi la regola “quelli bravi se ne vanno”. Forse è questo il motivo per cui all’estero si investe di più in formazione.

My 2 cents.

Scott Adams, come spesso accade, in tre vignette condensa mille e più parole:

dilbert - talended guy

New job!


New job starting from today! More focus on networking.