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Lifelong Learning?

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Lifelong Learnig: aziende italiane indietro nell’apprendimento permanente

Niente di nuovo sotto il sole ma al di là della motivazione economica, pur sempre presente, è un altro l’aspetto che ho visto bloccare spesso l’investimento in formazione.

In Italia il dipendente, se diventa più bravo, es. tramite un corso pagato dall’azienda, probabilmente:
1) chiederà l’aumento
2) se non lo ottiene andrà a lavorare in un’altra ditta dato che diventa più appetibile sul mercato

In entrambi i casi il datore di lavoro subisce una perdita sia in termini economici che in termini di know-how e risorse professionali.

Cosa succede all’estero? Intanto esiste il concetto dell’annual pay review, ogni anno in base agli obiettivi raggiunti (anche formativi) la paga può subire o meno un incremento percentuale.

Seconda cosa, esiste la crescita all’interno dell’azienda. La casistica che mi è stata possibile valutare comprende pochissimi avanzamenti all’interno della stessa azienda, in quasi tutti i casi si è trattato di coprire situazioni in cui qualcuno lasciava il posto.

In entrambi i casi la maggiore formazione porta al lavoratore una crescita sia economica che di carriera che lo fidelizza all’azienda, rompendo quindi la regola “quelli bravi se ne vanno”. Forse è questo il motivo per cui all’estero si investe di più in formazione.

My 2 cents.

Scott Adams, come spesso accade, in tre vignette condensa mille e più parole: